MARIO BIANCHINI




Campione d’ Italia e Europa Pesi Leggeri 1930

Capitano Della Nazionale dal 1930 al 1932

Bronzo Olimpiadi Los Angeles 1932 Classificato 4° Posto

Campione d’ Italia Pesi Medio-Leggeri 1938



PROFILI DI OLIMPIONICI

Biondo, slanciato ed elegante Mario Bianchini campione d’Europa dei Pesi leggeri, nato a Roma il 13 Maggio 1911, egli è l’unico dilettante Italiano Che sebbene giovanissimo ha già toccato i 100 incontri, quasi tutti Vittoriosi. Affezionatissimo al suo club l’AUDACE, egli si è dedicato al pugilato dal 1928. L’anno 1930 è stato quello che ha veduta la valorizzazione completa di Bianchini, il quale una volta battuto De Horatiis, che era allora il migliore peso italiano, è passato di vittoria in vittoria. Infatti conquistato il titolo di campione d’Italia centrale e, successiva mente quello nazionale e d’Europa, egli fu incluso definitivamente nella squadra azzurra. Diventato il capitano degli azzurri dal 1930 al ’32.Ha battuto ai punti:Lami, Ferrari, Rinaldi, Portaleone, Koestener,Massembrg, Held, Szoboleschi,Bratti, Baiocco,Wutz, Van de Castel, Cristien,Sen, Daishon, Donner, Salch, Fogas, Casina, Cordoni, Selpien, Cecchi, Missirini, Kondorosi, Kurtz, Pradel, Walter, Giorgini,Fabbroni. Ha sconfitto per K:O: Ciano, Alsen Nielsen; costretto all’abbandono Portaleone, e Ander Weuberg, ha vinto con Christiensen per squalifica, ha pareggiato con Giorgioni, due volte con Held, Schmedes, Brefazzi Water.E’ stato battuto soltanto 2 volte ai punti: da Held, e Salche ma in terra Straniera. Un record quasi portentoso. Lo scientifico romano è quindi ritenuto dai tecnici il più quotato pretendente al campionato del mondo della categoria. Del resto chi potrebbe avere maggiori probabilità del capitano della squadra azzurra. Emilio Duranti


UNA MARCIA TRIONFALE

Il via fu dato veramente nel 1930 il 2 marzo ad Ancona, l’Italia batteva l’Ungheria per 11 a 5; l’otto maggio ad erfuri i ns. completavano la rivincita, piegando la Germania con lo stesso risultato di 12 a 4 con il quale erano stati battuti a Munchen. Il giorno seguente a Magdemburg gli azzurri schiacciavano addirittura i loro avversari tedeschi per 12 a 2; Risultati clamorosi, se si pensi alla difficoltà di Vincere in terra straniera con giurie straniere.In seguito la rappresentativa italiana batteva ad Anversa, quella Belga per 12 a 4 e a Rimini quella bavarese con lo stesso punteggio. Dopo aver coltouna facile affermazione sulla squadra danese per 8 a 2,, l’Italia cedeva a Copenaghen contro i danesi per 6 a 4 e costringeva, quindi, i medesimi avversari, all’incontro nullo, ad Aarhus.L’ultimo inconrtro dell’annata 11 dicembre a Boras, vedeva il clamoroso successo degli italiani sugli svedesi per 8 a 0.L’attività nel 1931 è stata ancora maggiore, come si è detto. A Budapest Italia-Ungheria hanno chiuso alla pari per 8 a 8. A Brno l’Italia ha battuto la Moravia per 12 a 3. A Monaco siamo stati piegati (verdetti a parte) dalla Baviera per 11 a 5; a New York abbiamo impattato con la rappresentativa degli stati uniti a 8 a 8, poche giorni dopo a N.Y. gli americani producendo il loro massimo sforzo contro la nostra squadra hanno vinto per 10 a 4.Successivamente la squadra azzurra una serie ininterrotta di successi, concludendo con la baviera 8 a 8, battendo la baviera per 9 a 7, la Svizzera per 16 a 0, la Danimarca per 8 a 4, dapprima per 6 a 4, dopo la rapp.va mista danese per 12 a 0, l’ungheria per 11 a 5, la germania del Nord per 14 a 2, la Westfalia per 13 a 3, l’Hannover per 11 a 5. E si badi bene, tutte vittorie colte fuori l’Italia!!! Nei tornei ufficiali la supremazia della scuola pugilistica italiana, e dei suoi rappresentanti è stata ancora più evidente e significativa. Nel 1929 l’Italia vinceva a Barcellona;2° spagna, 3° francia, 4° belgio;a novembre a Stoccolma trionfava davanti ala Danimarca, e la svezia e nello stesso mese a Gotemburg l’italia prima, seguita dalla svezia e dalla Norvegia;


CAMPIONI CHE TORNANO DAL BATTESIMO

Chi incontrasse per Roma, un giovane elegante e distinto, abbronzato come un gagà nel mese di agosto, non si meravigli per questo. E’ Mario Bianchini, tornato da una settimana fa dal Sud America dove, per abitudine del globo, l’estate appena ora accenna ad andarsene. Anch’io guanti e soprabito ho avvertito il contrasto con questo tipo bruciato dal sole. L’ho incontrato ieri sera, Bianchini è il pugilatore più fine ed educato che abbia mai conosciuto. Voglio lanciare una proposta. Chiamiamolo il pugilatore gentleman.. L’appellativo sarebbe perfetto,l’America lo aveva in Tunnel il pugilatore gentleman la Francia in Carpentier, noi l’avremo in Bianchini. Questi parla con garbo e con convinzione del suo soggiorno sud americano durato oltre un anno. Otto incontri, sette vittorie ed un verdetto di parità. E fra le sue vittime ci sono i Bilanzone, i Suarez, i Fernandito ed i Landini Pesi leggeri medio-leggeri, e medi perfino. Se una lussazione al piede per questa ragione è tornato in Italia non glielo avesse impedito. Bianchini si sarebbe battuto anche con Inverno, campione dei pesi medi.Questa la sua attività sud-americana che ha dello sbalorditivo. In nessun record dei nostri atleti già calcanti le pedane argentine, figura un corollario di grandi nomi così completo: Suarez e più ancora Fernandito e Landini. Un cappotto stupendo!... Ricordate Bianchini salpò dall’ Italia ? Chi era allora? Un buon professionista che aveva battuto di un soffio Abbruciati, perduto con Morale e disputato buone prove con ottimi atleti, ma nulla di più. Oggi è un campione consacrato e temuto a battesimo dai rigs di oltre mare che hanno veduto passare da trionfatore questo modesto quanto valoroso figlio di Roma fascista! Mario Bianchini, con le realizzazioni ottenute, ci esonera da ogni postumo commento. Non resta che prendere atto che il pugilato italiano vanta un campione di più e rallegarcene!


LA VITTORIOSA CAMPAGNA DI MARIO BIANCHINI

Mario Bianchini prima serie della F.P.I. ha dato in questo anno di permanenza tra noi continue e lusinghiere prove del suo valore di atleta che lo hanno portato, può dirsi fin dal suo debutto, su un piede di eguaglianza verso tutti i campioni locali ed i più forti e quotati professionisti stranieri attualmente in Buenos Aires. Attraverso sette combattimenti disputati finora, ha dato con il suo disimpegno motivo d’orgoglio agli sportivi italiani al Plata che lo ricambiano col calore degli applausi e continue dimostrazioni d’affetto. L’atleta romano ha invero ben meritato. Giunto senza colpi di fracassa che molte volte servono a mascherare merce scadente si è imposto per questo unico motivo: perché il giovane vale. E questo non lo diciamo solo noi italiani, che potremmo essere accusati di indulgenza e amore verso i nostri campioni, ma da più di 10 mesi lo vanno ripetendo concordemente i critici di tutti i giornali portegli che hanno avuto unicamente elogi per l’atleta italiano come applausi deliranti, calorosissimi le migliaia di persone che hanno presenziato i suoi incontri. Il trionfo prima ancora che dalla critica concorde gli è stato tributato dalla massa degli sportivi. Bianchini, con la sua svelta, elegante figura giovanile ha il dono di sapere riuscire simpatico di colpo e questa simpatia che s’irradia dal quadratole sere dei combattimenti va aumentando col trascorrere delle riprese in cui getta tutto il suo coraggio e tutto il suo entusiasmo. E’ l’atleta inesauribile, che quando sembra finito sa trarre la sua volontà ancor di più dai muscoli nuove ed insospettate energie, ben guidate da una tecnica fine e personale, perché Bianchini non lotta solo con i muscoli ma anche col cervello. Se a tutto questo si aggiunge una perfetta cavalleria, quali come a volte è dato vedere, si potrà ancor meglio comprendere come Bianchini sia riuscito, in così breve tempo, a conquistare quel posto che oggi meritatamente occupa nella stima degli sportivi argentini e nell’affetto di quelli italiani. Troppe volte la nostra penna è stata costretta a tacere per.....carità di patria riguardo atleti dimentichi che all’estero occorre comportarsi con fierezza e dignità, per essere degni di rappresentare lo sport italiano, mentre oggi scorre lieta sulla carta per tessere gli elogi di un campione che li merita senza riserve. E’ bene a questo punto fare un breve bilancio delle sue attività. Ha vinto Suarez Franco, ha vinto il primo incontro con Alfredo Bilanzone, perdendo la rivincita, ha battuto Escudè; ha pareggiato con Raoul Landini e Fernandito, ha vinto da pochi giorni con Landini in un secondo match. E’ questo un bilancio che onora e non si potrebbe desiderare migliore. Bianchini è attualmente in testa alla classifica del "Cinturone d’Oro" torneo organizzato dal Luna Park per i pesi Welter nei quali ha combattuto ultimamente non avendo trovato più avversari nei leggeri. Abbiamo incontrato come abitualmente l’atleta nel recinto del Luna Park, e gli abbiamo chiesto notizie per i nostri lettori. Abbiamo incontrato come abitualmente l’atleta nel recinto del Luna Park, e gli abbiamo chiesto notizie per i nostri lettori. Mi trovo nel miglior momento della mia carriera pugilistica. Sono lieto che attraverso il Mattino d’Italia le mie vittorie siano state apprese in patria, di dove mi è giunto con lettere di amici il plauso del segretario della Federazionee Pugilistica Italiana sig. Mazzia, anche del Presidente gen. Riccardi. Bianchini è stato indubbiamente il miglior pugile italiano di questi ultimi anni, che ha rinverdito gli allori conquistati dai fratelli Venturi, da Bonaglia, da Bernasconi e da Kid Frattini. Quando finita la sua campagna sudamericana, tornerà in Italia potrà essere fiero delle prove qui fornite e con gioia ritornare col pensiero tra noi che lo ricorderemo sempre con gratitudine per i momenti di entusiasmo e di orgoglio che ci ha fatto vivere. E per oggi basta formulando auguri per i suoi prossimi combattimenti. Firmato P.G.

Forse, se a quel tempo (siamo alla fine dell’anno 1920) fosse esistito il D.D.T. quel "microbo" contagioso che prese stabile dimora nello stesso palazzo dove abitava la famiglia Bianchini, non sarebbe riuscito a dare al pugilato nazionale tre atleti militanti (e sembra che non si finisca ancora) che dettero, chi più chi meno, lustro e gloria allo sport italiano. Husson ex campione europeo, fu il "microbo" Via dei polacchi il luogo del..... delitto è Fernando Bianchini, il primo colpito dal morbo. Quest ’ ultimo iniziò i primi passi nella palestra di Castelli e debuttò nell’anno 1921: Fu un ottimo dilettante e nella sua categoria (pesi leggeri) fu uno dei migliori , grande il suo coraggio e alla sua boxe abbastanza tecnica, era uno di quelli che non andava per il sottile pur di combattere, uno di quelli cioè che non badava all’avversario, chiunque fosse. Memorabile la sua rivalità con Caccia col quale sostenne ben quattro combattimenti terminati sempre, ora vincente l’uno ora l’altro, per una cortissima testa. Pareggiò con Vittorio Venturi nel 1925, battè Profumo, chiuse in parità con Farabullini e con Turiello a Velletri, perdendo con F.Marfuri nel torneo degli otto pesi leggeri. Nel 1928 emigrò in Argentina e, stabilitosi a Buenos Aires, dopo aver incontrato e perso con Mocoroa, pugile allora quotatissimo, si dette con fortuna al commercio e ancora oggi risiede colà dove gestisce un dancing. Nel 1927 anche il fratello Mario iniziò quella carriera pugilistica che, deve portarlo in seguito molto in alto.Divenne costui il CAPO CLASSE della famiglia e, ancora oggi, senza tema di smentite, possiamo affermare che egli fu forse il più completo pugile che la nostra Nazionale dilettantistica possa vantare. Come professionista poco fu l’attività da lui svolta, ma come "puro" il suo libro d’oro è veramente magnifico. Iniziò sotto le cure di Gabrielli nell’anno 1927 e, dopo appena due anni, conquistò a Roma, il titolo di campione italiano battendo in finale il palermitano Ferrari detto "il Bosisio siciliano" ed oggi quotatissimo arbitro nazionale.Mario conta una settantina di match come dilettante con circa trenta presenze in Nazionale dove divenne capitano dal ’30 al 32’l’anno 1930 lo consacrò campione europeo dopo aver eliminato atleti come Niels (Danimarca) Eder (il famoso tedesco col quale sostenne in totale cinque incontri con tre vittorie, una sconfitta, un pari e con Szobolescki ungherese. Sempre nel 1930 a Erfut ottenne due vittorie su Manderburg, in seguito con la nazionale battè a Bruxelles Wouters che divenne poi campione nazionale belga; nel 1932 fu olimpionico a Los Angeles e fu sconfitto di stretta misura al quarto match da Stevens che vinse poi il titolo olimpionico. L’anno 1933 lo vide passare il Rubicone e debuttò con F.Baiocco nel match che fece epoca per l’accesa battaglia che ne scaturì. In seguito a Parigi batte Ivet Challenger di Tenet, battè il nero Soja e al tredicesimo incontro perse con Orlandi allora campione europeo.Trasferitosi in Argentina ottenne grande successo, e incontrò grandi campioni vinse con Suarez il "Torito" vinse col grande Bilanzone e alla rivincita perse; pareggiò con Raul Landini grande campione Welter, e poi pareggiò con Fernandito, vinse con Escudè memorabili i suoi match acclamato dal pubblico argentino che lo vedeva come il nuovo Bonaglia campione italiano che lì ebbe molto successo, dopo 14 mesi della sua tournee, ritornato a Roma, sostenne degli incontri nella qualificazione del titolo europeo dei welter lasciato vacante da Venturi Vittorio una selezione durissima dove sconfiggeva Alessandrini, De Laurentiis, e Palermo (Kid Frattini) e poi Dejana e divenne campione italiano welter. Tornò ancora in argentina dove disputò altri incontri vinse con Landini e Fernandito e vinse il cinturone d’oro avendo quattro punti di vantaggio su i suoi avversari. Boxeur scientifico e intelligente, pugilisticamente parlando, meraviglioso nel suo gioco di gambe, di schivate e di bloccaggio, in possesso di una guardia personale e di un sinistro secco e preciso, su tutti i ring del mondo, dette dimostrazione della bontà della scuola italiana. Attualmente egli è un apprezzato procuratore di noti professionisti e istruttore della società Nicola Bertini.Dopo Mario, ecco Armando il minore dei fratelli, il quale come dilettante sostenne sedici incontri ottenendo altrettante vittorie, peso welter promettente, dotato di un fisico meraviglioso, era considerato una grande speranza, ma la guerra d’Etiopa e circa dieci anni di militare troncarono definitivamente la sua carriera. L’albero genaologico di questa bella famiglia non poteva terminare così, ed ancora oggi, le cronache sportive, parlano di un Bianchini, giovane peso gallo, al quale è passata l’eredità di tanta gloria dei suoi precedessori. Costui è Enzo, figlio di Mario, il quale a sedici anni ha vinto già i campionati laziali; attualmente è sotto le cure del padre al fine di completarsi tecnicamente e in attesa che il tempo plasmi per lui quel fisico necessario a mantenere le speranze che il lui la famiglia intera ripone.Firmato P. P.

SUL RING DEL MADISON SQUARE GARDEN DI NEW YORK
SUL RING DEL MADISON SQUARE GARDEN DI NEW YORK TORNEO ITALIA-AMERICA

Oltre settemila persone sono accorse ieri sera al Madison Square Garden per assistere all’incontro tra i dilettanti italiani e americani, le previsioni che si facevano su questa battaglia si sono avverate in pieno. Saranno rimasti delusi i faciloni che, più per spirito di campanile che per competenza, avevano pronosticato una facile vittoria della rappresentativa locale. Come spesso accade in simili occasioni i competenti dei giornali newjorkesi avevano calcato la mano sul valore della rappresentativa americana anche per spirito di pubblicità. Per comprendere questo stato d’animo bisogna avvicinarsi alla convinzione di questa gente abituata a vedere nei propri rappresentanti i dominatori incontrastati o giù di li, della boxe mondiale. I quattro vincitori Rodriguez, Bianchini, Desio, e Rossi hanno letteralmente sbalordito il pubblico.

Bianchini, senza far torto agli altri, è stato il migliore. Questo pugilatore dallo stile perfetto, dal repertorio vario, dall’intelligenza sveglia ha quasi giocato con Steve Salek colpendolo da tutte le posizioni, costringendolo in continua e vigile difesa. In certi momenti sembrava che il romano stesse imparando al suo coraggioso avversario una vera e propria lezione di boxe. Il pubblico rimaneva talmente impressionato dalla boxe fosforescente dell’Italiano, che prima ancora che i giudici emettessero il loro giudizio, si alzava in piedi improvvisando una calorosa dimostrazione al suo indirizzo.

Uno dei pugilatori che più hanno impressionato i tecnici americani nel recente incontro al Madison Square Garden tra la rappresentativa dilettantistica americana e la nostra compagnia azzurra, è il romano Mario Bianchini, il peso leggero campione di Europa e prossimo avversario del milanese Roma. Ecco il biondo romano ( a destra) alle prese con l’asso americano Steve Salek, da lui nettamente battuto nel primo incontro di New York. Per il match di ritorno contro la nazionale italiana gli americani metteranno in campo il fior fiore del loro dilettantismo.

BIANCHINI HA VINTO AL TORNEO DI BERLINO 1931

Di ritorno da Berlino, dove ha vinto il torneo internazionale pugilistico per la categoria dei pesi leggeri, abbiamo voluto apprendere da Mario Bianchini " lo scientifico ed imbattibile campione europeo " qualche cosa sul torneo stesso, e sul valore degli avversari affrontati. E’ diventata ormai una gradita consuetudine per gli sportivi romani leggere, all’indomani di una competizione internazionale cui ha preso parte Bianchini , il quale in Italia purtroppo non ha più avversari , vada all’estero ad affrontare elementi di seconda categoria e perciò facilmente battibili. Al contrario gli sono stati sempre opposti i campioni nazionali delle varie Nazioni e non è colpa del romano se questi campioni messi a suo confronto le buschino di santa ragione dal primo all’ultimo raund. Gli è che Bianchini è oggi il più forte dilettante che ci sia in Europa ed è quello che appare maggiormente quotato per tornare col lauro della vittoria da Los Angeles. Ma resterà egli fra i "puri" fino al 1932? A questa domanda che noi abbiamo rivolto tra le altre al giovane campione, questi ci ha risposto con un sorriso enigmatico non siamo riusciti ad interpretare. Ma speriamo che Bianchini aspetti Los Angeles prima di fare il gran passo. Sarà anche più conveniente per lui passare al professionismo dopo aver conquistato il titolo di campione olimpionico, che non potrà sfuggirgli se saprà continuare sulla strada tracciatagli dal suo valoroso maestro Cesare De Santis. Tornando in argomento abbiamo voluto conoscere qualche particolare delle due ultime vittorie del romano e questi ci ha accontentato di buon grado, raccontando pur con la solita modestia, che non è la sua ultima dote, come ha sbaragliato prima Dalchow e poi il campione tedesco Donner. Il primo incontro non è stato molto difficile e Dalchow è stato dominato da un capo all’altro, tanta era la differenza di classe che divideva i due avversari. La domenica sera si sono svolte le finali, e Bianchini è stato opposto a Donner, fino allora imbattuto. Da notare che i due danesi Nielsen e Christiensen , che già conoscevano il romano , per averlo incontrato in Danimarca , preferirono partecipare al torneo berlinese in categorie differenti, pur di non incontrarsi nuovamente con lui. "Donner" un bel combattente, ci ha detto Bianchini, ed è anche un cavalleresco avversario. Il suo pugno è forte e arriva con precisione se non si ha la prontezza di schivarlo. Io sono riuscito a battere il forte avversario con un gioco vario e veloce che deve averlo sconcertato. Alla fine dell’incontro il pubblico stesso mi ha applaudito vincitore, ma ancora non credeva ai propri occhi tanta era la certezza in tutti che Donner dovesse riuscire a battermi. Il nostro regio console a Berlino, che era nella sala insieme al fiduciario della F.P.I. mi ha chiamato subito a se, e sembrava veramente commosso per la mia vittoria. Egli mi ha anche abbracciato , la sera la colonia Italiana ha offerto un banchetto al quale siamo intervenuti Lanzillotti ed io. Non vi dico le feste che ci hanno fatto. Erano veramente orgogliosi per la nostra affermazione.La domenica sera si sono svolte le finali e Bianchini è stato opposto a Donner sino allora imbattuto. Dopo aver incontrato e vinto Dalchow, Da notare che i due danesi Nielsen e Christiensen, che già conoscevano Bianchini per averlo incontrato in Danimarca, preferivano partecipare al torneo berlinese in categorie differenti, pur di non incontrarsi nuovamente con lui. Donner è un bel combattente, ci ha detto Bianchini, ed è anche un cavalleresco avversario. Il suo pugno è forte e arriva con precisione se non si ha la prontezza di schivarlo. Io sono riuscito a battere il forte avversario con un giuoco vario e veloce che deve averlo sconcertato. Alla fine dell’incontro il pubblico stesso mi ha applaudito vincitore, ma ancora non credeva ai propri occhi tanta era la certezza in tutti che Donner dovesse riuscire a battermi.

QUANDO LA BOXE E' ARTE
QuandoLaBoxeArte

Bianchini-Soja: un incontro da buongustai. L' ex Campione d'Europa ha vinto con il suo stile fatto di finezze e spunti brillanti che non sempre la platea può gustare. Intendiamoci: ieri Mario Bianchini ha lasciato soddisfatti anche i più lontani spettatori, quelli che dal loro lontano posto di osservazione perdono spesso tutti i ricami di uno sport che quando è praticato da un Bianchini e un Soja accoppiati merita veramente l'appellativo di " Nobile Art". Niente confusione, niente drammacità nello scontro di ieri fra questi due artisti del pugno. Ma una serie continua di colpi più che poderosi precisi, più che micidiali dimostrativi: la vera scherma del pugno insomma. Dai muscoli di Bianchini i colpi partono in serie logiche e ragionate che sembrano periodi di bella letteratura. Per chi non ama le situazioni drammatiche e inpensate, la Boxe di Mario Bianchini è un godimento che trascina l'entusiasmo. Certo che se in quei muscoli ci fosse un pò di dinamite, allora ci trovremo di fronte ad un campione di eccezione per non dire ad un fenomeno. Ma Bianchini va accettato per quello che è : uno scientifico della più bell'acqua, un tecnico della Boxe, uno schernitore intelligentissimo e smaliziato che del lato estetico di questo virilissimo sport conosce tutti i più reconditi segreti. Pretendere da lui le emozioni che può dare un violento picchiatore è impresa assurda. Posto di fronte ad uno scientifico di quasi identico valore, Bianchini si è trovato completamente a suo agio, non ostante il grave handicap accusato alla settima ripresa per una lussazione alla mano destra. Non c'è stato un dominio vero e proprio da parte dell' allievo di De Santis e non poteva esserci, che il negretto non è avversario da permetterlo. Ma alla fine delle 10 riprese giudici e pubblico si sono trovati perfettamente d'accordo nell'attribuire la vittoria all' ex Campione d' Europa, che troppo raramente ( e inguistamente, aggiungiamo ) viene incluso nei programmi romani. A quando, ad esempio, un suo confronto con Abbruciati che, come si ricorderà, ha ottenuto lo stesso verdetto nei confronti del corretto e simpatico Henry Soja?

BIANCHINI CAMPIONE ITALIANO PESI MEDIO-LEGGERI
BIANCHINI Vince Contro DEYANA E CONQUISTA IL TITOLO DEI MEDIO-LEGGERI CAMPIONE ITALIANO

La tecnica e l’intelligenza hanno permesso a Bianchini di Conquistare il Campionato Italiano Dei Medio-Leggeri, dopo una dura partita con Deyana. Quando al quarto assalto, un secco destro del sardo ha fatto piegare le gambe al romano, il pubblico è rimasto muto. Si è capito, allora, che Deyana avrebbe potuto vincere con un solo colpo. Poi le cose sono andate in modo diverso, perché il sardo non ha potuto utilizzare la mano destra. Bianchini, che oltre tutto conosce il mestiere come pochi, ha capito che la potenza dell’avversario non era più temibile, dalla difesa è passato qui si tratta di classe all’attacco, la tecnica ha fatto il resto. Deyana è combattente generoso, resistente e temibile per potenza. Dall’incontro con Venturi non ha conseguito grandi miglioramenti, poco preciso e poco abile nel gioco da vicino. Certo se avesse la precisione d’un Orlandi o d’un Locatelli ben pochi sarebbero gli avversari che potrebbero resistergli.A Bianchini , manca la qualità che un medio leggero è di importanza quasi fondamentale: la potenza, ma nel pugilato - salvo rare eccezioni - o si è picchiatori o tecnici. Bianchini fa assegnamento sulla scherma. E’ un tipo Bosisio, rischia solo quando sa di realizzare; altrimenti, non si espone troppo. E’ ammirevole per concezione e difesa, una difesa che gli ha consentito di superare le forti scariche del sardo. Il titolo di campione d’Italia dei "medio-leggeri" non è in cattive mani.

BIANCHINI SI FA LARGO
Bianchini Contro Turriello

Non era proprio necessario che Bianchini avesse incontrato Turiello per dimostrare che ha la stoffa del campione. E’ una constatazione che abbiamo fatto già da tempo, eppure l’ex-campione d’Europa dei dilettanti combatte raramente nonostante che la categoria dei leggeri sia così ricca di valorosi elementi. I due incontri più importanti da professionista, Bianchini li ha sostenuti a Milano: contro il campione d’Europa Carlo Orlandi, e l’altro ieri sera contro Turiello. In entrambe le prove Bianchini si è fatto molto onore, Nell’ ultimo combattimento, poi, interrotto per la poca solidità d’un palo del quadrato, il brillante leggero romano ha fatto ancora meglio. Occorrono altre dimostrazione sulla classe di Bianchini? Cosa si aspetta per incoraggiarlo? (all’ottavo round, quando Turiello marciava lanciato e con ormai una cospicua somma di punti al proprio attivo si è verificato l’incidente che ha costretto alla sospensione del match.Per quasi un’ora gli improvvisati....carpentieri hanno dovuto lavorare per ripristinare il ring, mentre i pugilatori, e particolarmente Baiguera, stavano innervosendosi nei loro camerini. Bianchini, come già contro Orlandi, anche con Turiello se l’è cavata senza riportare eccessivi danni ma tutto ciò grazie ad una ermetica difesa, ad una tattica basata sullo studio attentissimo dell’avversario ed intesa a scoprire un pertugio per piazzare almeno una volta il colpo migliore, il destro. Turiello, vecchia volpe, non ha invece permesso a Bianchini di portare un solo colpo dannoso, ha insomma offerto un bersaglio mobile inafferrabile. Riuscendo in questa tattica assai meglio di Orlandi. Il quale ultimo però, se vogliamo fare un parallelo, animò il match molto meglio di Turiello. Ma a questo proposito, conviene tuttavia affacciare alle riserve: mancavano infatti, quando è accaduto l’incidente, ancora due raunds e Turiello avrebbe potuto fare ancora molto di più. Tuttavia siamo del parere che per il prestigioso milanese ci vogliono degli uomini di classe come Bianchini o tali da stimolare il suo amor proprio.